mercoledì 20 aprile 2011

Il pastore e il senso delle cose

Ieri ero in giro per la provincia anzi tra la provincia di Ferrara e quella di Rovigo, passando dal POC al FIA', quando guidando sulla Granlinea nel comune di Jolanda di Savoia (che per chi non sa è una strada lunga e dritta circondata da campi coltivati principalmente a Riso), ad un certo punto acquattata nell'erba vedo una persona, dopo aver verificato che non avesse un autovelox ... ho capito che era un pastore, li vicino c'era il suo gregge di pecore. Se ne stava li ad aspettare che le pecore mangiassero o facessero quello che devono fare quando sono al pascolo, ASPETTAVA!!!! con una faccia ed un atteggiamento rilassato mentre ASPETTAVA
Io intanto correvo per lavoro da una parte all'altra e intanto telefonavo per mettermi d'accordo per il materiale da comprare per la mostra dei lavori dell'asilo, discutevo di abusi edilizi sulle parti comuni e quanto questi potessero incidere sulla mia valutazione di un fabbricato, di assicurazione di parti comuni di un condominio orizzontale, telefonavo al marito pregando di tornare presto che alle 21.00 dovevo andare alla riunione finale del progetto di potenziamento linguistico del piccolo, facevo una rapida valutazione delle cose da fare appena arrivata a casa ......e il pastore ASPETTAVA con l'aria serena.
Il dubbio mi è sorto spontaneo ovvero ... ma non è che il pastore ha capito tutto?????? Non che io voglia comprarmi un gregge .... ma .......MAH!

5 commenti:

Laura ha detto...

cara simo hai detto bene mah......mah.... a volte anch'io penso che noi nella quotidianità veniamo travolti dalla fretta ma il vero segreto forse è vivere al rallentatore!

Gorgoglio ha detto...

Io proprio non potrei fare la vita del pastore, mi mancherebbero troppo gli stimoli culturali della vita di città :)

lasimo ha detto...

vallo a sapere se poi il pastore alla sera rimette le pecore nel recinto si lava e mette in tiro e va a fare vita mondana, cinema, teatri, seminari ..... ma rilassato!

Raven ha detto...

Io invidio i montanari, ma quelli veri che anche in inverno escono con la loro camiciotta a scacchi...quelli che d'inverno se ne stanno chiusi in casa davanti al camino a lavorare il legno, perché fuori ci sono due metri di neve...e poi d'estate lavorano, lavorano e lavorano, però sempre in mezzo alla natura meravigliosa...

Pepe ha detto...

Bellissimo questo post! E' da tempo che rifletto sulla lentezza... hai visto Un'ottima annata? E, soprattutto, hai letto questo? http://amareproduzioniagricole.blogspot.com/2011/04/il-pescatore-e-il-turista-heinrich-boll.html
:))